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Calcio: storia dello sport più amato del mondo

Quali sono gli antenati di quello che oggi è lo sport più amato del mondo: ve lo siete mai chiesto? Noi si e abbiamo pensato di ripercorrerne la storia.

In origine fu Epískyros (Harpastum, nell’antica Roma), un gioco piuttosto brutale che consisteva nel rubarsi la palla, senza troppi complimenti: era il 1000 a.C.

Intanto, in Oriente, nel 25 a.C., l’imperatore cinese Xeng Ti obbligava gli uomini del suo esercito a praticare un gioco incentrato sul possesso di un non ben definito oggetto sferico tra gli esercizi di addestramento militare (Tsu-Chu).

Un secolo più tardi arrivò il Giappone col suo Kemari, finalizzato all’intrattenimento della classe nobile nipponica: “[…] si giocava su un campo segnalato, agli angoli, da quattro tipi diversi di albero: un pino, un ciliegio, un mandorlo e un salice. Il pallone, il cui strato esterno era di pelle, misurava 22 cm di diametro ed era manovrato con le mani e con i piedi […]”.

Durante il Rinascimento, nel 1410 a Firenze – che ne fu la capitale -, un poeta anonimo accennava ad un’attività ludica divertentissima chiamata “gioco del calcio”.
Piero de’ Medici, appassionato cultore di questa attività, chiamò alla sua corte i più abili giocatori, dando così vita al primo esempio di mecenatismo applicato al calcio. I Medici furono anche i primi a capire che il gioco costituiva una formidabile valvola di sfogo per il malcontento popolare e quindi si impegnarono a incoraggiarlo e a diffonderlo.

Le regole del giuoco del calcio fiorentino prevedevano la contrapposizione di due squadre formate da 27 giocatori: 15 corridori (attaccanti), 4 sconciatori (centrocampisti), 4 datori (terzini), 4 datori indietro (difensori).
“[…] Sei arbitri controllavano e dirigevano il gioco da una tribunetta laterale: il pallone poteva essere colpito con i piedi o afferrato con le mani, con le quali non era però consentito lanciarlo. L’obiettivo di entrambe le squadre era di collocare il pallone in una porta custodita da uno dei difensori, il solo che potesse utilizzare le mani, come l’attuale portiere; il gol era chiamato ‘caccia’. Si trattava di autentiche battaglie, di grande violenza, che si protraevano per una giornata intera. […
]”.

Il calcio come lo intendiamo oggi

Nel 19° secolo, epoca di rivoluzione industriale e progresso scientifico, si colloca la vera origine del calcio moderno, praticato, in prima istanza, nei college aristocratici di Harrow, Rugby e Charterhouse.

Nello specifico, la data storica cui si fa risalire la nascita del gioco del calcio moderno è il 26 ottobre 1863: “[…] quel giorno, alla Freemason’s Tavern di Great Queen Street, nel rione di Holborn, si riunirono 11 club dell’area di Londra per uniformare i loro regolamenti.
Due erano le tendenze dominanti: la prima intendeva consentire l’uso delle mani e dei piedi, mantenendo al gioco le sue caratteristiche originarie di scontro anche fisico; la seconda era favorevole, invece, al solo uso dei piedi e a un’impostazione nettamente meno violenta. I fautori di quest’ultimo orientamento confluirono nella FA (Football Association), che fu la prima federazione calcistica nazionale.
[…]”

Sempre in Gran Bretagna, due tappe fondamentali nell’evoluzione del calcio moderno furono raggiunte

  • nel 1885, quando venne riconosciuta la possibilità di corrispondere al calciatore, per le sue prestazioni agonistiche, un compenso modesto, ma di fatto un piccolo stipendio;
  • nel 1886, quando fu costituita l’IFAB (International Football Association Board) per la redazione di un regolamento comune a valenza internazionale.

L’Europa e la FIFA

Negli altri paesi d’Europa si giocava un calcio fatto di regole diverse: questo fino al 1904 anno in cui, grazie ai rappresentanti di sette diverse associazioni nazionali (Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Danimarca, Svezia e Spagna), nasce a Parigi la FIFA “Federation Internazionale de Football Association”, ovvero la più importante lega calcistica esistente al mondo.

Con la costituzione di questa federazione si voleva rendere unico il calcio, attraverso lo stesso regolamento: la stessa F.I.F.A. diventa l’unico ente in grado di modificare le regole di gioco, dando notevole credibilità ed impulso alla crescita del calcio.

Fonte: http://www.treccani.it